Costruire il silenzio

sintesi di Donatella Poggi

Nell’articolo apparso sul nr. 43 – maggio 2010 – della rivista Yoga Journal, Bice Mattioli intervista Antonio Nuzzo, insegnante e vicedirettore della Federazione Mediterranea di Yoga.

Il tema è il silenzio e l’intervistato sostiene che in una società cacofonica e del “tutto e subito”, il silenzio è un bene prezioso a cui però bisogna sapersi avvicinare con gradualità e metodo.
Saper stare in silenzio è saper stare con sé stessi. Non si può praticare il silenzio se corpo e pensiero non sono orientati verso la concentrazione e la calma: si resterebbe disorientati ed ancora più agitati.
Un mantra può essere utile praticare, così come immagini e visualizzazioni mentali. Mantenere a lungo una posizione comoda ci fa entrare in una dimensione energetica che, attraverso la pratica di pranayama, sfuma nella relazione fra corpo e silenzio.
“Le posture di equilibrio” sono quelle che maggiormente mettono in contatto corpo e mente: si ricerca mentalmente la stabilità nel baricentro che “diventa la casa di tutte le forze”.
Non siamo ancora nel pieno del silenzio, ci ricorda Nuzzo, perché il silenzio non è astensione da suoni, azioni e movimenti; si tratta invece di un viaggio attraverso l’io (con le sue paure, gli entusiasmi e i dubbi) e riuscire ad ordinare tutte queste emozioni, trasformandole in una dimensione del “qui e ora”, prolungandole, calmandole e, così facendo, penetrare nel silenzio.