Condividere per cambiare

Sei qui-e-ora: Home / Articoli Yoga / Condividere per cambiare

Condividere per cambiare

sintesi di Claudio Fanetti

Marco Mandrino, con un articolo pubblicato sul n. 38 di Maggio/Giugno 2011 della rivista “Vivere lo Yoga”, affronta la questione della relazione fra il praticante di yoga e il mondo esterno.
L’autore asserisce che riuscire a conciliare la ricerca della Verità con la vita di tutti i giorni può essere difficile. Spesso la società rema contro e tende a vanificare i nostri tentativi di crescita personale. Se l’isolamento può essere una soluzione funzionale (ma non facilmente praticabile da tutti), l’integrazione, permettendo alla Verità di diffondersi e regalandoci l’opportunità di mettere alla prova la nostra evoluzione, ci pone più spesso di fronte al dolore in tutte le sue manifestazioni. Nella tradizione Buddista e Induista il concetto di sofferenza viene espresso tramite il termine “Dukkha”. Le cause del dolore sono divise in tre categorie, che possono essere contrastate da altrettanti atteggiamenti.

Vincere l’avidità con la generosità.
L’essere umano è naturalmente portato all’insoddisfazione perché l’infelicità è un efficiente motore naturale. La sofferenza, se da un lato spinge all’azione, dall’altro è fonte di stress e tensione emotiva. La nostra mente è così abituata al concetto del possesso che è difficile distoglierla dall’accumulo compulsivo (non solo di oggetti, ma anche di relazioni, esperienze, gratificazioni intellettuali). Ancora più difficile è spostare l’attenzione dall’avere al dare. Eppure proprio così è possibile reagire all’ossessione per qualcosa d’irraggiungibile. Comprendere che non vi è felicità nell’accumulo è il primo passo per condividere sé stessi con gli altri in maniera disinteressata e consapevole.

Vincere la malevolenza con l’amorevolezza.
Un’altra tendenza dell’essere umano è il risentimento nei confronti del prossimo, ma anche nei confronti di cose, movimenti, categorie, addirittura di sé stesso. È importante contrastare l’odio ed eliminare le paure che inquinano la nostra mente distogliendola dalla ricerca della Verità. Il modo migliore è allenarci ad amare tutto e tutti incondizionatamente almeno un’ora al giorno.
Solo così è possibile placare la mente e vivere in armonia.

Vincere l’illusione con la saggezza.
L’ultimo ostacolo al cammino di crescita è l’ignoranza nei confronti del mondo che ci circonda. Prendere per vera l’interpretazione di altri senza spirito critico è uno errore perché può essere un’interpretazione manipolata, limitata, sbagliata o incompleta. È opportuno costruire una visione di noi stessi, della società, della natura e dell’Universo in modo consapevole e ragionato, per potersi muovere meglio e fare le scelte giuste.