Con lo Yoga nel Cuore

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Con lo Yoga nel Cuore

di Carla Lanini

Solo poco tempo fa non avrei mai potuto immaginare quanto lo yoga mi sarebbe stato vicino in un momento molto difficile della mia vita. Infatti, nonostante il fascino che da sempre esercitavano su di me tutte le pratiche di meditazione e di raccoglimento in silenzio e solitudine che l’Oriente ci insegna per raggiungere una più grande consapevolezza di noi stessi e del mondo che ci circonda, non è molto che ho cominciato a farne pratica attiva.

Più precisamente ho cominciato durante l’inverno 2004 – 2005 a frequentare un corso di Hatha Yoga tenuto dall’Istituto di Yoga presso il Centro Anziani del Quartiere 2. Sebbene mi renda conto di essere ancora solo sulla “soglia d’ingresso” di ciò che lo yoga è ed è in grado di offrire, posso dire di aver iniziato a sentire già dopo qualche lezione molti benefici effetti degli esercizi che andavo imparando. Grazie anche alle spiegazioni del maestro che sempre accompagnano i vari momenti della lezione, ho iniziato a scoprire come rilassarsi attraverso la respirazione e il movimento. Movimenti svolti con lentezza, in tranquillità, senza fare sforzi né cercando di ottenere un certo risultato predeterminato, che, uniti ad una respirazione più consapevole, mi hanno portato ad avere una nuova percezione del mio corpo: una sensazione più viva ed intensa di essere presente a me stessa, ma senza essere sottoposta ad alcuna tensione né controllo. Una sensazione che durava sempre più a lungo dopo ogni nuova lezione: sentivo di riconoscere e di “stare dentro” le varie parti del corpo e i processi che le fanno funzionare, e questo mi dava un grande senso di calma e leggerezza. Non mi pare che il mio umore ne fosse influenzato, ma certamente ero più rilassata.

Certi movimenti poi risultavano avere anche un effetto positivo nell’attenuare dolori anche molto acuti provocati dall’artrosi.

Rapidamente ho imparato a ripetere da sola a casa gli esercizi di respirazione, molto utili quando certe sere stento ad addormentarmi, ed anche alcuni esercizi specifici per mantenersi più sciolti, assai efficaci quando il corpo diventa particolarmente rigido a causa di un dolore continuo.

Avevo appena ripreso il nuovo ciclo di lezioni nell’autunno 2005 quando è arrivata la notizia, prima un po’ confusa ed indeterminata poi del tutto chiara e perentoria, che nel mio cuore si era prodotto un serio difetto di funzionamento e che il più urgentemente possibile dovevo sottopormi ad un intervento che avrebbe ricostruito la parte danneggiata della valvola mitralica. Un vero e proprio shock che alle difficoltà già avvertite da diversi mesi nel compiere gli sforzi più banali, mi pose davanti alla difficoltà di accettare il fatto di essere, fino a quando non mi sarei operata, in balìa di un cuore altamente e continuamente “a rischio”.

Interruppi il corso di yoga con grande rammarico, e in quel momento sembrò interrompersi non solamente la bella abitudine di andare a lezione due volte alla settimana, ma anche qualsiasi tipo di contatto fra la mia vita, i miei pensieri e stati d’animo e quell’esperienza. Devo ammettere che furono due mesi di grande agitazione e smarrimento in cui non solo non riuscivo a rilassarmi, ma non riuscivo neppure a pensare che esistesse qualcosa come il rilassamento!

Fu solo dopo l’intervento chirurgico, al momento della riabilitazione che ebbe inizio subito un paio di giorni dopo, quando ancora non è possibile rendersi conto che il pericolo più grande è ormai alle spalle e la strada pare invece ancora tutta in salita (e per certi aspetti lo è davvero!), che in maniera semplice e naturale si riaffacciarono dentro di me gli esercizi imparati l’anno precedente, il loro significato e la loro possibilità di offrirmi un’alternativa ai metodi di riabilitazione che mi venivano indicati per fare riprendere ai polmoni il loro corretto funzionamento.

Avevo infatti grandi difficoltà fisiche a seguire questi metodi e sentivo che non erano fatti per me (ma potrei dire che in generale non li ritengo adatti a dei neo-operati di cuore): troppo bruschi ed intensi, troppo volontaristici e estranei allo stato generale del corpo e della mente. Proprio non riuscivo ad accettare di sentirmi dire: “Su signora! Un po’ di volontà, non può non farcela!”

Fu così che in modo spontaneo ripresi a fare la pratica della respirazione come l’avevo appresa durante il corso: ero sicura che quella fosse la ginnastica giusta per i miei polmoni.

Insieme ricominciai anche gli esercizi di rilassamento, soprattutto quando mi sentivo invadere da paura e scoraggiamento. E davvero mi aiutavano a ritrovare la calma e il contatto con quella parte di me dove sapevo che avrei trovato la forza per affrontare tutte le difficoltà. Una parte che avevo sempre saputo che ognuno di noi possiede, ma che lo yoga, oltre a fornirmi gli strumenti pratici per arrivarci, mi aveva permesso di conoscere meglio e di poterci così fare più affidamento.

Gli esami di controllo a cui devo continuare a sottopormi dicono che cuore e polmoni hanno ripreso a funzionare come si deve e nonostante il persistente scetticismo dei vari fisioterapisti che ho incontrato e che rimangono attaccati ai loro “metodi ortodossi”, io sono ormai più che sicura che è stato grazie allo yoga che ho potuto riprendere tutte le mie funzioni fisiche e a sentirmi di nuovo tranquilla e fiduciosa. Il titolo di questo piccolo racconto ha più che un semplice valore metaforico…

Vorrei concludere dicendo che naturalmente quest’anno ho ripreso le lezioni con l’Istituto di Yoga!!