Come un’enciclopedia

sintesi di Riccardo Urbani

Sul n. 48 di Yoga Journal del Novembre 2010 è stato pubblicato un articolo di Gianni Da Re Lombardi sulla Gheranda Samhitauno dei manoscritti più antichi tramandati fino a oggi dagli antichi yogi.
La Gheranda Samhita (la raccolta di Gheranda) è il testo tradizionale antico più ricco di posizioni e di tecniche. Il testo, di autore ignoto, è stato probabilmente scritto tra il XVII e il XVIII secolo e comprende sette lezioni che il saggio Gheranda, onde trasmettere la conoscenza dello yoga praticata con il corpo, impartisce ad un suo discepolo.
Le linee generali della Gheranda Samhita sono analoghe a quelle dello Hatha Yoga Pradipika: purificare il corpo, rinforzarlo, rendere flessibili articolazioni e spina dorsale allo scopo di mantenere una buona salute e per raggiungere l’elevazione spirituale.
Il programma indicato da Gheranda consta di sette passi, diversamente dalle otto membra dell’Astanga Yoga di Patanjali e dai sei elementi della Hatha Yoga Pradipika, dimostrando così che non esiste un’unica linea ortodossa.

Non solo tecnica

Nel caso della Gheranda Samhita esiste una perfetta corrispondenza fra gli stadi della pratica e l’ esposizione didattica. Il principiante segue un percorso sotto la guida di un maestro per purificare il corpo, apprendere le asana, approfondire con le mudra, evolversi verso il pratyahara, studiare il pranayama, addentrarsi nella dhyana e, infine, arrivare al samadhi. L’opera e’ un manuale tecnico ma anche una guida pratica di consultazione che, comunque, necessita della supervisione di un maestro

Capitolo I – Satkarman: la purificazione

La purificazione fisica si ottiene attraverso pratiche di pulizie. La purificazione è fondamentale per la pratica ed enumera sei tecniche: dhauti – pulizia del corpo; basti – detersione e mobilitazione intestinale; neti – pulizia delle fosse nasali; lauliki – scuotimento dello stomaco; trataka – tecnica di concentrazione; kapalabhati – pulizia delle fosse nasali e ossigenazione del cervello. E’ importante notare che queste tecniche vanno fatte con estrema cautela.

Capitolo II – Asana: fondamento della pratica

Scopo delle asana è ristabilire la forza. Secondo la Gheranda il numero di posture (asana) sono più di otto milioni, di cui ottantaquattro importanti per l’ uomo. Fra queste trentadue sono spiegate in dettaglio e alcune di queste, ancora oggi, vengono praticate allo stesso modo.

Capitolo III – Mudra: gesti e sigilli per mani e corpo

Le mudra servono a creare stabilità. Gesti o sigilli (tale è il suo significato), qui illustrati, riguardano mani e corpo. Sono praticate da sole o accompagnano le asana, con l’obiettivo di migliorarne esperienza, qualità e durata. In questo capitolo sono anche spiegate le bandha.

Capitolo IV – Pratyahara: ritrazione dei sensi

Il suo obiettivo è la quiete. Capitolo breve e sintetico; si limita a consigliare, per raggiungere gli stati di concentrazione, meditazione e samadhi, la ritrazione della mente.

Capitolo V – Pranayama

Il capitolo è molto dettagliato e presenta istruzioni specifiche. Obiettivo del pranayama è la leggerezza.

Capitolo VI – Dhyana

Obiettivo del capitolo è la comprensione del sé. Sono illustrate tecniche di meditazione che utilizzano la visualizzazione concreta (immagini della propria divinità), luminosa (visualizzazione di una fiamma) e sottile (visualizzazione del terzo occhio della sapienza, del seme virile di Shiva o dell’ essenza assoluta delle cose)

Capitolo VII – Samadhi: illuminazione

Scopo del capitolo è la liberazione e il distacco dalle afflizioni. Approfondisce il perfetto raccoglimento, meta dello yoga, fatto di assoluto isolamento, calma, rilassamento, totale ritrazione dei sensi. Uno stato di coscienza soggettivo, raro e ottenibile solo dopo una lunga pratica.
Gheranda descrive sei tipi di samadhi raggiungibili attraverso metodi diversi, alcuni dei quali sconsigliabili, o addirittura pericolosi.
La pratica sistematica di asana, pranayama, concentrazione e meditazione, altera il funzionamento dei sistemi ormonale e nervoso, facilita l’insorgere di stati di rilassamento molto profondi, alterazione di coscienza e potenti esperienze auto-suggestive.