Chiarezza sul senso dello Yoga

sintesi di Anna Orsini

La rivista Vivere lo Yoga, sul n. 3 di settembre 2006, ha pubblicato un articolo di Walter Ferrero e Andrea di Terlizzi che chiarisce il senso dello yoga.

La nostra vita, sostengono gli autori, sempre più frenetica e superficiale, difficilmente riesce ad avere un approccio corretto con lo yoga, una disciplina antica e profonda. Per noi il benessere è quello del corpo fisico, la tranquillità è abbassare di qualche decibel il continuo rumore nel quale viviamo anche nelle palestre e nei centri di benessere.

Ben altra cosa è il benessere che deriva dall’armonia di gesti e posture antiche, dall’immobilità austera, dalla consapevolezza della necessità di conoscere sé stessi e, infine, il particolarissimo silenzio della meditazione.

Pare che lo scopo principale dell’attuale società sia distrarsi, spesso stordirsi, per cui anche il business del benessere è trattato in modo superficiale e volto più all’apparire che all’essere. Lo yoga, nato in una cultura non massificata, è stato introdotto in Occidente da un piccolo gruppo di interessati e di studiosi e, in molti casi, sfortunatamente, ha subito aberranti contaminazioni dovute anche alla scarsa preparazione di molti istruttori incapaci di comprenderne i significati più profondi.

Uno dei più antichi e radicati bisogni dell’uomo è quello di essere accettato, stimato e amato. Ciò è naturale e legittimo, ma nel corso del tempo il concetto di bellezza, come veicolo di piacere e di vitalità, è andato sempre più collocandosi nella sfera dell’apparire e non in quella dell’essere, nel corpo e non nell’interiorità. Il ben-essere si è trasformato in ben-apparire e, per raggiungere questo scopo, che viene spesso scambiato per una chiave universale che apre la porta dell’amore, del successo e della felicità, molti sono disposti a tutto: diete, ginnastica, prodotti cosmetici e bisturi. La fonte originaria quali il piacere, il desiderio e la bellezza è interiore e non esteriore e, anche una perfetta forma fisica non esclude il vuoto interiore, la solitudine, lo smarrirsi del senso profondo di sé.

Sarebbe auspicabile intraprendere una strada alternativa per ottenere un calore e un’ammirazione che si rifacciano alle nostre reali e intime qualità e non al nostro aspetto assoggettato ai dettami che regolano look e moda.

Meditazione, yoga e tai chi sono strumenti per entrare in contatto con la bellezza universale, capaci di cambiare la nostra immagine e conferirci fascino e magnetismo. Yoga e meditazione sviluppano un’armonia e un’eleganza che, partendo dall’interno, si effondono anche nella forma, nel gesto e nella parola.

In Oriente, nelle statue, nei dipinti, nei bassorilievi, anche più modesti, è possibile cogliere un equilibrio d’insieme che richiama la bellezza della mente e non quella del corpo.

Il mondo dello yoga, con le sue eleganti posture e affascinanti e potenti gestualità, esprime pienamente la ricerca della perfezione. La realizzazione spirituale dona forza, bellezza, magnetismo e fascino e, il nostro mondo, sempre più grigio, omologato ed emotivamente debole, ha estremo bisogno di queste qualità.