Che intenzioni hai?

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Che intenzioni hai?

sintesi di Anna Orsini

Ferruccio Ascari è l’autore di un articolo pubblicato sul n. 87 Ottobre 2014 della rivista “yoga journal”, sul sankalpa.
L’autore afferma che, con la presenza di una guida preparata e responsabile, la pratica dello Yoganidra dovrebbe consentire ad un individuo di raggiungere periodicamente uno stato di rilassamento profondo e un contatto con gli strati più sommersi della propria interiorità.
Da questa condizione emergono e affiorano situazioni di consapevolezza inimmaginabili che portano ad una vera e propria “rivelazione” della strada da seguire per un cambiamento radicale della nostra vita.
Lo strumento efficacissimo di questo cambiamento è il Sankalpa, che si può tradurre con “voto”, “proponimento”, “intenzione”. Si tratta di una parola chiave nella tradizione dello yoga già presente nei Veda, nelle Upanishad e in testi sacri risalenti al IX-VIII secolo a. c.
Il Sankalpa è in grado di cambiare la vita del praticante; è uno dei mezzi più potenti di trasformazione e realizzazione personale, tuttavia si richiede che la sua applicazione debba essere corretta.
Affinché il Sankalpa sia efficace deve avere le seguenti caratteristiche: chiarezza, semplicità, positività, costanza e segretezza.
Chiarezza: cosa ci fa davvero soffrire? Cosa ci sta veramente a cuore raggiungere? La chiara individuazione della meta è essenziale.
Semplicità e positività: più che attraverso faticosi processi analitici, la meta si manifesta attraverso la felice e semplice via dell’intuizione e dovrà essere formulata in modo sintetico, semplice e positivo. Meglio usare propositi che si fondano su …..farò questo, piuttosto che……non farò più questo. Il Sankalpa è più efficace quando è affermativo piuttosto che negativo.
Costanza: L’idea che sta a fondamento del Sankalpa non assume la forza di volontà come perno del cambiamento, quanto piuttosto la forza persuasiva che sta alla base di una forma di auto-suggestione, che altro non è che auto-convincimento a continuare sulla strada del cambiamento.
Con lo Yoganidra si raggiunge un terreno di confine fra coscienza e subcoscienza: il terreno più fertile per piantare il seme del cambiamento e farlo crescere con costanza. Una volta individuato, il Sankalpa non dovrebbe più essere cambiato.
Segretezza: L’individuazione del Sankalpa, l’autodeterminazione a portarlo a compimento per cambiare e vivificare dalle fondamenta la nostra vita, è la cosa più privata che una persona possa avere; per questo necessita di una assoluta segretezza. Nemmeno l’amico più fidato, il maestro spirituale, la persona più affidabile deve condividere questo segreto. La libertà e l’autonomia devono essere protette da ogni influenza con l’esterno.
Infine ogni momento è buono per ripetere a sé stessi il proprio Sankalpa. Ogni momento del giorno o della notte è adatto a mettersi in contatto con le nostre radici più profonde che ci danno energia e ci rinnovano.