Cambiare si può

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Cambiare si può

sintesi di Luisa Bafile

 

Questo articolo di Barbara Zerbini, pubblicato su “Vivere lo Yoga” n.57, Luglio-Agosto 2014 affronta il tema del cambiamento che, attraverso la consapevolezza, possiamo realizzare nel corpo e nella mente.

La pratica dello yoga porta certamente benefici al corpo fisico, ma, ciò che è più importante, comporta una profonda presa di coscienza di sé e del proprio relazionarsi con il mondo esterno: pensieri ed azioni agiscono sull’ambiente esterno che, a sua volta, si riflette al nostro interno.

Nella cultura Vedica indiana questo rapporto biunivoco è chiamato Prasadam (letteralmente “misericordia”) e rappresenta l’essenza del mondo spirituale: riconoscere l’aspetto divino della Natura ed esserne devoti e grati. Ad esempio, mangiare cibo che è stato prima offerto al Divino offre un maggior nutrimento al corpo, alla mente, allo spirito.

Come lo yoga insegna, l’essere umano si compone di varie dimensioni: il corpo fisico, i sensi, l’energia del respiro, la mente, l’intelletto, la personalità e le emozioni. Esse sono intimamente correlate. Ad esempio, un respiro agitato corrisponde ad una mente inquieta, ma è anche vero che le tecniche per il controllo del respiro sono in grado di modificare la condizione mentale ed emotiva.

L’energia che nutre la vita, Prana, è un flusso che circola all’interno del corpo in cinque direzioni diverse per sostenere le varie funzioni biologiche. Queste correnti prendono il nome di Vayu.

In questo contesto consideriamo Samana Vayu e Apana Vayu.

Samana è la forza che assorbe, assimila e consolida il Prana in tutte le sue forme (respiro, cibo, informazioni sensoriali). Questo centro energetico si situa nella zona fra il diaframma e l’ombelico e si occupa dei processi digestivi.

Apana governa invece le energie che si muovono verso il basso, cioè le funzioni escretorie (residui gassosi, sudore, parto, mestruazioni, urine, feci, liquido seminale) attraverso le quali il corpo elimina scorie e tossine.

La funzione digestiva utilizza per il suo svolgimento le riserve di energia: per questo un pasto importante può essere debilitante per l’organismo; si può recuperare la forza del sistema digestivo con pratiche di purificazione che favoriscono la liberazione delle tossine accumulate, disintossicando l’organismo: questa condizione è di aiuto, nel tempo, nel modificare abitudini alimentari distruttive.

Anche i pensieri possono influenzare lo stato di benessere dell’individuo. In questo senso, la pratica yoga agisce sul flusso armonioso dell’energia vitale, Prana, instaurando un giusto equilibrio tra ambiente esterno (cibo che si assume) e ambiente interno (pensieri e dinamiche della mente).

Con la pratica e la disciplina si risveglia la consapevolezza: durante la pratica, sia attraverso le posture che per effetto della meditazione, la parte conscia e quella inconscia entrano in contatto e questo avvicinamento permette di trasferire nuove informazioni dallo stato conscio a quello inconscio.

Dagli studi del prof. Harold Burr (Progetto per l’Immortalità – Torino 1978) emergono interessanti osservazioni: il campo energetico funge da modellatore del corpo fisico fin dalla fase embrionale dello sviluppo corporeo. Le cellule che compongono il corpo umano vengono continuamente distrutte e ricreate con nuovo materiale proveniente dal cibo. Le nuove molecole ricalcano il modello costituito dal campo elettrodinamico del corpo, che funge da “stampo”.

Nella pratica yoga si può trasmettere una nuova informazione al “campo vitale” raggiungendo la matrice (inconscio) dove originano gli schemi comportamentali.

L’approccio consapevole alla pratica delle asana, alla recitazione dei mantra o alle tecniche respiratorie si esprime attraverso la formulazione di una intenzione, all’inizio e alla fine della pratica. Questa intenzione è un veicolo di energia che può essere “offerta” a ciò in cui si ha fede o anche semplicemente a sé stessi: si mette così in moto un processo che favorisce il flusso costante, in entrata e in uscita, di energia vitale.

L’impegno e la forza di volontà dedicati alla pratica yoga ritornano attraverso infiniti benefici.

Come praticare le affermazioni

Pensare e parlare consapevolmente in modo positivo porta un cambiamento benefico nel modo di vedere noi stessi e la nostra relazione con il mondo esterno.

L’affermazione (“voglio smettere di fumare”, “voglio sorridere di più”, ecc.) deve essere pronunciata con intenzione concentrata e convinzione risoluta, inizialmente ad alta voce, almeno 10 volte, poi diminuendo il volume fino a sussurrarla e infine ripetuta solo mentalmente.

Le affermazioni favoriscono la concentrazione sulle forze positive, che si concretizzeranno se si applica una ripetizione costante e si crede fermamente in ciò che si afferma. Ripetendo un’affermazione più volte, questa resta incisa nel subcosciente fino a diventare un modello mentale acquisito.

Ciò che è fondamentale è comunque la forza di volontà e la ferma determinazione.