Autobiografia di uno Yogi

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Autobiografia di uno Yogi

sintesi di Anna Orsini

Sul n. 30 – Febbraio-Marzo 2010 – della rivista “Vivere lo Yoga”, Jayadev e Nandini hanno ripercorso alcune tappe della vita e degli insegnamenti di Paramhansa Yogananda.

Gli autori amano rammentare che i primi divulgatori della saggezza Vedica negli Stati Uniti, anche se i loro furono soggiorni brevi, furono Vivekananda e Swami Ram Tirtha. Fu, invece, grazie a Yogananda se la porta dell’Occidente si aprì allo Yoga.
Con il suo messaggio d’amore universale Yogananda conquistò migliaia di persone, da capi di Stato fino ai più umili fra la gente comune.
La sua indicazione dell’amore, della fratellanza, dell’aprirsi al divino e a tutte le religioni e le filosofie che innalzino l’uomo, in particolare nei terribili tempi in cui viviamo, è straordinariamente attuale.

Yogananda afferma che la radice di ogni male è l’egoismo; che la cupidigia devasta ciò che è dentro di noi e ciò che è fuori di noi. La stessa Madre Terra risponde con terremoti e cataclismi alla brama di possesso dell’uomo.

La risposta alla nostra angoscia e alla ricerca di felicità non può giungerci dalla scienza, dalla tecnica o dall’economia, ma solo da un viaggio nell’io profondo, dalla straordinaria energia che può scaturire dalla scoperta delle possibilità dello spirito.

Il materialismo è una prigione da cui si esce attraverso la pratica del Kriya Yoga. Questa antichissima disciplina porta al controllo del prana, alla progressiva ritrazione dei sensi dal mondo esteriore, al placarsi dell’irrequietezza della mente che, nella meditazione profonda, cede il posto all’espansione della coscienza fino alla “realizzazione del Sé” nell’unione con Dio.

Ciò che è possibile per uno è possibile per tutti e solo in questo modo si può cambiare il corso della storia e liberarsi dalla catena del Karma.
Il testamento spirituale di Yogananda e tutti i suoi insegnamenti sono contenuti nel testo “Autobiografia di uno Yogi “ che, dopo 25 anni di preparazione, vide la luce nel 1946. Oggi siamo alla XIII edizione e il libro nel corso degli anni ha subito troppi cambiamenti. A volte, gli interventi editoriali sono stati troppo invasivi.

Gli autori concludono l’articolo esortando a “tornare” alla prima edizione originale, recentemente riproposta, dove lo spirito di Yogananda e le sue “vibrazioni spirituali” appaiono più genuine ed efficaci.