Approcciarsi allo Yoga

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Approcciarsi allo Yoga

di Federico Matrone *

Con il termine italiano aggiogare si intende “mettere il giogo ai buoi”. Ciò ha lo scopo di porre sotto controllo la forza fisica dell’animale, per indirizzarla nella direzione desiderata.

In senso più generale, l’uomo, come frutto della sua osservazione, ha sempre cercato di porre sotto controllo le forze naturali (si pensi al fuoco, all’acqua), per utilizzare le sue potenzialità secondo i propri bisogni. Un esempio fra tutti: incanalare l’acqua dei fiumi secondo determinate direzioni, ha significato trasformare l’energia idraulica inutilizzata in energia meccanica e, quindi, essere capaci di fornire energia elettrica a grandi centri abitati. Quindi il termine aggiogare (inteso come controllo) assume, in un certo senso, un significato creativo, in quanto non limita e non comprime le possibilità, ma le espande in direzioni e in campi dove le risorse primarie risultano inesistenti o insufficienti.

Il termine yoga può essere tradotto anche come controllo. Controllo delle proprie energie, delle proprie possibilità latenti, per indirizzarle verso lo scopo da realizzare.

Lo yoga è essenzialmente un metodo sperimentale, perciò ogni praticante di questa disciplina sperimenta séstesso come oggetto di osservazione.

Ciò avviene ad ogni livello: fisico, mentale e spirituale.

Proprio perché sperimentale, una grande enfasi è posta sullo sviluppo dell’attenzione. Sia che eseguiamo delle asana, o del pranayama o pratichiamo una qualsiasi forma di meditazione, la base di ogni sviluppo si fonda sulla capacità del praticante di catturare la propria attenzione su tutti i processi fisici, emotivi e mentali che lo coinvolgono. Lentamente, ma inesorabilmente, cresce una maggiore consapevolezza di sé, come se si riuscisse a vedere se stessi da una prospettiva diversa. Ovviamente tale capacità non è limitata al tempo della sola pratica, ma investe l’intera quotidianità dell’individuo. Questo è un motivo per il quale alcuni – spaventandosi – smettono di praticare questa disciplina. In realtà è solo un ostacolo.

E’ come quando si decide di far pulizia nella propria soffitta: solo quando apriamo la porta ci accorgiamo dello strato di polvere che ricopre tutto.

Il processo, che ci porta verso una maggiore consapevolezza, consiste proprio nel rimuovere – strato dopo strato – quello spessore di polvere.