Anahata

sintesi di Luisa Bafile

Gianni Da Re Lombardi è autore di un articolo pubblicato sul n. 74, Giugno-Luglio 2013, della rivista “Yoga Journal”, in cui descrive alcuni aspetti del chakra.
Anahata è il chakra del cuore. E’ rappresentato da un loto di 12 petali di colore vermiglio o, secondo le tradizioni, anche verde. Ognuno dei 12 petali contiene una lettera dell’alfabeto sanscrito: le lettere sono un richiamo all’importanza della scrittura per la conoscenza e la comunicazione, entrambe elementi propri del cuore.
Inoltre i 12 petali rappresentano altrettanti turbamenti mentali (vrtti), che possono essere superati meditando su questo chakra. Essi sono: lussuria, inganno, indecisione, rimorso, speranza, ansia, desiderio, imparzialità, arroganza, incompetenza, pregiudizio e disobbedienza.
Il simbolo del chakra del cuore è costituito da un cerchio, nel quale sono inscritti due triangoli equilateri sovrapposti, con i vertici rivolti verso l’alto e verso il basso, a formare una stella a sei punte. La sovrapposizione simboleggia l’unione del principio maschile (il triangolo con il vertice verso l’alto) con il principio femminile (il triangolo con il vertice verso il basso). Rappresenta dunque anche l’unione fra uomo e donna, che si realizza a livello del cuore, nonché l’unione del maschile e del femminile che ha luogo nelle personalità equilibrate che, pur essendo di genere maschile  o femminile, non sono totalmente maschili o totalmente femminili.
All’interno del cerchio sono presenti vari simboli:

  • una figura maschile. E’ Ishvara, una delle forme di Shiva;
  • una figura femminile. E’ Kakini, rappresentata con 4 braccia: con due mani sorregge un teschio e un cappio, con le altre due assume le posizioni di Varada Mudra (gesto dell’abbondanza), e Abhaya Mudra (gesto della protezione);
  • in alto si trova la falce di luna crescente, che rappresenta il granthi di Vishnu, il blocco psichico che deve essere dissolto per poter raggiungere l’illuminazione;
  • il piccolo triangolo giallo al centro rappresenta la luce, il calore e la forza del sole;
  • in basso la figura dell’antilope nera è il veicolo di Vayu, il vento, e rappresenta la velocità delle passioni, del pensiero e dei desideri.

Anahata significa “suono incausato”, cioè suono che non origina da causa materiale, come per esempio l’urto di due oggetti fra loro. E’ chiaro il riferimento al battito del cuore, organo che si trova nell’area di influenza di questo chakra, che presiede al sistema cuore-circolazione e al sistema respiratorio. Si allude però anche a tutti i suoni interni del corpo, che possono essere esplorati con attenzione e pazienza nel silenzio della meditazione.
La respirazione è strettamente legata agli stati emotivi, alla parola espressa e al pensiero. La meditazione su Anahata chakra può portare a dominare la parola, raggiungendo una grande capacità di persuasione e usandone creativamente il potere per rappresentare idee e per raccontare.
La meditazione sul chakra del cuore porta anche alla capacità di muoversi nell’aria e alla conoscenza di passato e futuro, segno di una acuta sensibilità nel comprendere desideri e pensieri altrui, sensibilità tipica di chi ha grande intelligenza intuitiva delle emozioni e dei sentimenti propri e degli altri.