A lezione da Shiva

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A lezione da Shiva

sintesi di L. Coen

Gianni Da Re Lombardi, sul n. 49 della rivista “Yoga Journal del dicembre 2010-gennaio 2011, ci introduce allo yoga della Shiva Samhita (Lezioni di Shiva). Le indicazioni tecniche sullo hatha yoga provengono direttamente dal dio Shiva, divinità complessa considerata l’originatore dello yoga. Il testo è la trascrizione di un suo dialogo con la moglie Parvati e contiene testi e indicazioni raccolte da più fonti.
Composto tra il 1500 e il 1700, anche questo testo, come è tradizione nello yoga, affida alla mediazione di un insegnante esperto l’interpretazione e la personalizzazione delle istruzioni rispetto all’allievo che hanno davanti. Shiva Samhita è un testo di 650 versi circa, diviso in cinque capitoli, più lungo e più filosofico rispetto agli altri due testi, Hatha Yoga Pradipika e Gheranda Samhita.
Il primo capitolo del testo è quello più filosofico, nel quarto (suddiviso in ulteriori cinque capitoli) ci sono indicazioni a carattere sessuale, talvolta omesse in alcune edizioni occidentali. Essendo un testo variegato e trascritto in più secoli, presenta contraddizioni, digressioni, ripetizioni.

1° capitolo: il principio vitale
Breve percorso sui vari metodi di liberazione e illuminazione e sui vari punti di vista filosofici, fino a concludere che il modo migliore per conoscere la realtà è seguire gli insegnamenti del testo. Vengono citati sistemi filosofici (Samkhya-darsana, il tantrismo e il vedanta-darsana) ma il migliore risulta essere Brahyman; il principio divino e tutto il resto, compreso le scuole filosofiche, sono pura illusione.

2° capitolo: il corpo e i suoi segreti
Esamina i principi della fisiologia sottile ma non in modo esaustivo, rimandando ad esempio il tema dei chakra nei capitoli successivi.

3° capitolo: varie ed eventuali
Miscellanea di informazioni e istruzioni pratiche. Dal prana si passa all’importanza del maestro per apprendere i segreti dello yoga, fino ai prerequisiti che l’allievo deve avere per arrivare al successo: distacco dai desideri; fiducia nelle proprie possibilità; sincerità; moderazione nel cibo e nei piaceri; onorare e soddisfare il maestro.
Segue poi l’elenco di ciò a cui l’allievo deve rinunciare, dai cibi alle attività ad alcuni comportamenti.
I mezzi per raggiungere il successo sono: Pranayama, varie siddhi e asana. Nel versetto 84, Shiva ci dice che le posizioni importanti sono 84, ma quattro sono quelle illustrate in dettaglio: Siddhasana (precluso alle donne), Padmasana (posizione del loto e simbolo dello yoga) che porta via tutte le malattie, Ugrasana, che permette di ottenere ogni potere e, Svastikasana che porta via tutte le sofferenze. Tuttavia una lettura più attenta evidenzia che è con la pratica di regolazione del respiro che le sofferenze vengono sconfitte e gli asana citati sono infatti le posizioni più indicate per praticare Pranayama.
Sul Padmasana si legge l’avvertenza che non può essere compiuta da chiunque e che solo il saggio ha successo; di Ugrasana afferma che non deve essere rivelata ad una persona qualsiasi, intendendo con ciò che se si prova a praticarle senza una adeguata preparazione, ci si può far del male.

4° capitolo: mudra, bandha e strane pratiche sessuali
Descrizione di varie pratiche di mudra e bandha, talvolta in modo criptico o con varianti rispetto ad altre tradizioni. Si parla del Vajroni Mudra (pratica di riassorbimento del liquido seminale) rivelando che anche colui che vive secondo i piaceri del mondo ottiene l’emancipazione come colui che se ne astiene asceticamente. Il capitolo presenta contraddizioni palesi, riconducibili a influenze tantriche posteriori introdotte per offrire una guida a colui che non vuole rinunciare all’attività sessuale.

5° capitolo: ostacoli alla pratica, caratteristiche dello yoga, chakra
Il tono cambia in questo ultimo capitolo. Gli ostacoli alla pratica yoga sono proprio le donne, il cibo, il denaro ecc. e altri impedimenti presenti tra le persone comuni. Vengono poi descritti quattro tipi di yoga: Mantra, Hatha, Laya e Raya-yoga e la tipologia dei praticanti: tiepidi, medi, ardenti, molto ardenti, insieme ai tempi medi per raggiungere l’illuminazione.
Shiva passa poi a descrivere le caratteristiche dei sei chakra principali.

L’ultimo capitolo esamina ulteriormente i diversi tipi di yoga per dedicarsi al mantra ritenuto il “mezzo più potente grazie al quale si ottiene la felicità in questo e nell’altro mondo”.