Vrtti

sintesi di Anna Orsini

Antonio Nuzzo è l’autore dell’articolo “in balia delle vrtti” pubblicato sul n. 122 di Aprile 2018 della rivista “Yoga Journal”.

L’autore, citando Patanajali negli Yogasutra, afferma che, delle cinque vritti che affollano la mente, solo pramana, il retto ragionamento, può aiutare a liberarci. Le altre quattro vritti, invece, risultano dolorose.

La prima vritti dolorosa è viparaya, il ragionamento errato. “L’errore è una conoscenza sbagliata perché non è stabilita sull’essenza della forma.” Viparaya è un ragionamento che si fonda su presupposti sbagliati e, anche se il processo razionale può essere corretto, tale ragionamento non può che portare a conclusioni errate. Se ci convinciamo che l’hatha yoga consentirà al nostro corpo di restare per sempre agile, forte e perfetto, la delusione di fronte alla realtà della vita e dello scorrere del tempo porterà inevitabilmente delusione e dolore. Lo yoga serve a fermare le fluttuazioni della mente e a incontrare l’essenza della nostra esistenza, non a conseguire l’immortalità. La realtà eterna è il purusha. Coltivare il proprio corpo può non bastare se cerchiamo il nostro Sé.

Vikalpa è l’immaginazione; “vuota di sostanza perché deriva da una forma di conoscenza puramente verbale.” ( Sutra 9° capitolo 1). Credere di conoscere una persona o un evento attraverso il racconto e senza farne esperienza diretta diventa solo un esercizio mentale e non può che produrre cocenti delusioni. Vikalpa è come fantasticare ad occhi aperti.

Nidra è la terza vritti dolorosa; è il sogno nel sonno. “Assenza di un supporto concreto al contenuto della mente” ( Sutra 10 capitolo1). Nidra si presenta in una condizione di non consapevolezza e, tramite proiezioni mentali irreali da elementi inesistenti, ha il potere di condizionare il nostro umore.

La quarta vritti dolorosa è Smrti, i ricordi. La memoria di eventi ed emozioni passati, condiziona pesantemente lo stato di coscienza presente (Sutra 11 capitolo 1) “La memoria è la capacità di trattenere gli oggetti di cui abbiamo fatto esperienza con i sensi.” Intere esistenze sono devastate dalla memoria di perdite che non vengono elaborate ma mantenute in vita con una specie di feroce autolesionismo. Siamo molto influenzati a ciò che nella nostra mente ci caratterizza e ci costituisce.

Le esperienze, i desideri e i dolori non fanno altro che alimentare il nostro Ego che ci allontana dalla verità (Sutra 6 capitolo 2).

Il sentimento dell’ego per così dire nasce dalla confusione che operiamo fra il nostro potere di vedere e il vero testimone, l’essenza unica.Asmita è l’illusione della propria personalità, l’idea che si ha di sé che è pura illusione. Asmita induce al giudizio su di sé e sugli altri, è la coscienza che identifica il Sé con il corpo. Ciò porta a conseguenze che agitano le vritti, base della futura sofferenza.