La presenza mentale cambia la vita

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La presenza mentale cambia la vita

sintesi di Anna Orsini

Antonella Nardone ci illustra, in quest’articolo pubblicato sul n. 84 del Dicembre 2018-Gennaio 2019 della rivista Vivere lo Yoga, la capacità trasformativa della mente.

L’autrice afferma che il Buddismo ritiene la realtà che viviamo insoddisfacente (Dukka), impermanente  (Aniccia) e priva di sé (Anatta).

La giornata dell’uomo moderno piena di impegni, responsabilità, aspettative e frustrazioni, fa emergere maggiormente i lati negativi del vivere che quelli positivi.

Come possiamo bilanciare pro e contro, soddisfazioni e insoddisfazione, stanchezza ed entusiasmo.

La Mindfulness orientata al Dharma può indurre un cambiamento di ottica in grado di rivoluzionare la nostra vita interiore anche se quella esteriore  rimane invariata.

Faremo probabilmente le stesse cose ma con uno spirito diverso. E’ necessario trovare, attraverso la pratica, la capacità di “vivere il presente”, permettendo ai nostri sensi di essere riconoscenti, di entrare nel mondo della percezione sottile, delle emozioni, del campo di coscienza.

Dedicarsi anche per poco tempo, alla consapevolezza del nostro corpo, ascoltare il respiro nel silenzio, sospendere il giudizio sul presente, non proiettare nel futuro considerazioni che ci arrivano dal passato, tacitare il nostro Ego convincendosi che non possiamo indirizzare e controllare tutto, deve diventare la nostra pratica di vita.

La piena presenza (Mindfulness), non distratta dall’osservazione di ciò che  è transitorio, può cogliere gli infiniti fenomeni sottili che colorano e formano la vita.

Vivere momento dopo momento ci permette di entrare in un flusso impermanente (Anicca) che lascia alle spalle le insoddisfazioni cristallizzate dall’Ego, (Dukka).

Vivere pienamente il presente, lontani da attaccamento e/o avversione, allenta la percezione solida dell’Io (Anatta).

Cuore e mente sono aperti e connessi e si percepisce che non c’è separazione fra noi e l’ Universo.